Il tendine d’Achille è il tendine più grande del corpo umano e collega i muscoli del polpaccio al calcagno. Quando si infiamma (una condizione nota come tendinopatia achillea) camminare, salire le scale o semplicemente alzarsi in punta di piedi può diventare doloroso. È un disturbo molto comune tra sportivi amatoriali e persone che passano molte ore in piedi, ma con la diagnosi e il trattamento corretti si può tornare a muoversi senza dolore in tempi relativamente brevi.
Cos’è la tendinopatia achillea
La tendinopatia achillea non è sempre una vera e propria infiammazione, perché nella maggior parte dei casi cronici il tendine va incontro a un processo degenerativo, con micro-lesioni delle fibre collagene che il corpo non riesce a riparare del tutto. Nelle fasi acute, invece, prevale la componente infiammatoria, spesso legata a un sovraccarico improvviso.
I sintomi più comuni
I segnali da riconoscere includono:
- dolore localizzato 2-6 cm sopra l’inserzione sul calcagno, spesso peggiore al mattino o dopo un periodo di riposo (il cosiddetto “dolore da primi passi”);
- rigidità del tendine che tende a ridursi con il movimento e poi a peggiorare con il carico prolungato;
- gonfiore e, in alcuni casi, un ispessimento palpabile lungo il decorso del tendine;
- dolore che si accentua durante la corsa, i salti o quando si sale le scale.
Le cause principali
La tendinopatia achillea nasce quasi sempre da un sovraccarico meccanico ripetuto: aumento troppo rapido dei volumi di corsa, cambio di terreno o di calzature, squilibri muscolari tra polpaccio e tibiale anteriore, retropiede pronato o piede cavo. Anche l’età, una ridotta elasticità tissutale e alcune condizioni metaboliche possono aumentare il rischio. Nella popolazione sportiva di Padova e provincia, corridori e giocatori di calcio e padel sono tra i profili che osserviamo più spesso in studio con questo tipo di disturbo.
Come si arriva alla diagnosi
La valutazione parte da un esame clinico accurato: test di carico, palpazione del tendine e valutazione della biomeccanica di piede e caviglia. In molti casi una visita fisiatrica o una visita ortopedica permettono di inquadrare correttamente il problema e, se necessario, di indirizzare verso approfondimenti ecografici.
I trattamenti fisioterapici più efficaci
Il percorso riabilitativo per il tendine d’Achille infiammato si costruisce su misura, ma in genere combina diversi strumenti:
- Tecar terapia, per stimolare la circolazione locale e favorire i processi di riparazione tissutale;
- Onde d’urto focali e radiali, particolarmente indicate nelle tendinopatie croniche resistenti ad altri trattamenti;
- Laserterapia, utile per ridurre dolore e infiammazione nelle fasi più acute;
- Massofisioterapia e lavoro manuale sul polpaccio per ridurre le tensioni miofasciali che sovraccaricano il tendine;
- un programma di esercizi eccentrici progressivi, che restano il cardine scientificamente più validato per il recupero funzionale del tendine.
Quando rivolgersi a uno specialista
Se il dolore persiste da più di due settimane, peggiora con l’attività o compare gonfiore evidente, è il momento di non sottovalutare il problema: una tendinopatia trascurata può cronicizzare o, nei casi più gravi, esitare in una rottura tendinea. Il nostro team a Padova esegue una prima valutazione fisioterapica gratuita per definire subito un percorso di cura mirato.
Prevenzione e ritorno graduale all’attività
Una volta risolto il dolore, la prevenzione delle recidive passa da un programma di rinforzo eccentrico mantenuto nel tempo, dal controllo della progressione dei carichi di allenamento e dalla scelta di calzature adeguate. Il rientro allo sport va sempre graduale, monitorando la risposta del tendine nei giorni successivi a ogni seduta.
Puoi consultare l’elenco completo delle nostre terapie fisiche strumentali e trattamenti manuali oppure prenotare una prima valutazione presso il Rehability Center di Padova per iniziare subito il percorso più adatto al tuo caso.

